Mafia disordinata
24 Settembre 2009 at 0:57 | In Satira | Leave a CommentTags: carabinieri, mafia, Satira, termosifone

Ogni appartamento nasconde un anfratto misterioso che, come un demone vorace, inghiotte ogni giorno polvere, piccoli oggetti e ninnoli preziosi.
Dalla tavola casca il tappo dell’aceto e rotola sotto la credenza. I commensali si scambiano sguardi imbarazzati. Chi avrà il coraggio di allungare le mani sotto il pesante mobile alla ricerca del sughero perduto? È andato smarrito per sempre o, poco prima dell’Apocalisse, mentre gli angeli strombazzano, ci verrà restituito e anch’esso si presenterà al Giudizio divino? Poche storie, si fa prima a cambiare il tappo della bottiglia e buonanotte!
Durante i traslochi, quando mezza casa è già negli scatoloni, entrano gli uomini di fatica e i proprietari indicano i mobili pesanti. La credenza viene sollevata che sembra fatta di polistirolo, resta sul pavimento una macchia squadrata, dal contorno chiaro preciso. Il ventre aperto dell’orco defunto restituisce alla luce alcuni simboli del nostro passato: una chiave, una biglia di vetro rosso, una scarpa di bambola, un orecchino della zia Pina, un orecchio del nonno Giacomino.
Leggo che i Carabinieri di Napoli hanno trovato un mafioso. “Bene!” dico io. Era nascosto dietro un termosifone. Il fatto non mi stupisce, sappiamo tutti quanto sia facile perdere un latitante, neppure il tenente Colombo sarebbe riuscito a scovarlo là dietro. Anzi, adesso vado in cucina a vedere se sotto la credenza mi è finito un camorrista.
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