Mafia disordinata

24 Settembre 2009 at 0:57 | In Satira | Leave a Comment
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PeterFalk

Ogni appartamento nasconde un anfratto misterioso che, come un demone vorace, inghiotte ogni giorno polvere, piccoli oggetti e ninnoli preziosi.

Dalla tavola casca il tappo dell’aceto e rotola sotto la credenza. I commensali si scambiano sguardi imbarazzati. Chi avrà il coraggio di allungare le mani sotto il pesante mobile alla ricerca del sughero perduto? È andato smarrito per sempre o, poco prima dell’Apocalisse, mentre gli angeli strombazzano, ci verrà restituito e anch’esso si presenterà al Giudizio divino? Poche storie, si fa prima a cambiare il tappo della bottiglia e buonanotte!

Durante i traslochi, quando mezza casa è già negli scatoloni, entrano gli uomini di fatica e i proprietari indicano i mobili pesanti. La credenza viene sollevata che sembra fatta di polistirolo, resta sul pavimento una macchia squadrata, dal contorno chiaro preciso. Il ventre aperto dell’orco defunto restituisce alla luce alcuni simboli del nostro passato: una chiave, una biglia di vetro rosso, una scarpa di bambola, un orecchino della zia Pina, un orecchio del nonno Giacomino.

Leggo che i  Carabinieri di Napoli hanno trovato un mafioso. “Bene!” dico io. Era nascosto dietro un termosifone. Il fatto non mi stupisce, sappiamo tutti quanto sia facile perdere un latitante, neppure il tenente Colombo sarebbe riuscito a scovarlo là dietro. Anzi, adesso vado in cucina a vedere se sotto la credenza mi è finito un camorrista.

Lezioni di giornalismo / 5

11 Settembre 2009 at 13:22 | In Lezioni di giornalismo | 2 Comments
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VivaZapatero2

Zapatero assomiglia a Mr Bean, il bizzarro personaggio interpretato dal comico inglese Rowan Atkinson. Berlusconi lo ha incontrato (Zapatero, non Mr Bean) durante la sua visita ufficiale in Sardegna.
Alla conferenza stampa Silvio appare, come sempre, sorridente e cordiale. Il giornalista Miguel Mora di El Pais, prende la parola. In un italiano discreto, visibilmente emozionato, chiede:

“Il giro di prostituzione, di veline diciamo… che sono andate alle sue feste, in una vicenda che… ehm… non so se lei pensa che sta danneggiando l’immagine dell’Italia, o invece no, e non so se lei pensa veramente se…”

Viene interrotto dal premier con una battuta:

“Ci sono molte turiste straniere che hanno prenotato per le vacanze del prossimo anno.”

Nessuno ride, sebbene ci fossero state fra i due, prima della domanda, alcune bonarie beccate che la platea ha preso con apparente simpatia.
Miguel, senza scomporsi, termina la domanda:

“Non so se lei ha pensato, in qualche momento, di dare le dimissioni per questo affare, forse per tranquillizzare un po’… questa vicenda che sta… In questo momento lei ha scontri con la stampa, con la Chiesa, con il suo compagno di partito Fini. Voglio dire, sembra un po’ difficile da gestire. Grazie.”

Berlusconi si difende:

“[...] Non esiste nessun giro di prostituzione. Anche questa è una calunnia. [...]“

Ma non riponde, accenna solo:

“[...] Togliermi dal governo. Sono convinto che, essendo il recordmend, come Presidente del Consiglio…”

Si ferma chiedendo scusa a uno Zapatero sudato, che vorrebbe correre a casa, perché si rende conto che sta facendo un po’ troppo i cavoli suoi:

“Scusami, eh, ma mi ha fatto una domanda, è un tuo giornalista, anche per rispetto alla Spagna devo continuare…”

Zapatero:

“È interessante!”

Berlusconi spara qualche cifra, ricorda la zia Marina, afferma che è “di gran lunga il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia”.

È sembrato che…
… Miguel Mora chiedesse se in questo periodo di attriti (con la stampa, la Chiesa, gli alleati) e di scandali sulla prostituzione non fosse corretto pensare alle dimissioni. Berlusconi nega.

… invece è accaduto l’opposto.
1) Berlusconi non risponde al giornalista. Era necessario un semplice “sì” o un “no”. Non si comprende perché i “recordmend” non si possano trovare in rogne tali da considerare – ma non necessariamente dare – le dimissioni.
2) Da del “tu” a Zapatero e gli comunica che sta rispondendo solo per rispetto. In fondo il giornalista è spagnolo, l’ha portato José, come potrebbe negarsi?
3) Per Zapatero la complessa risposta appare una lezione su come diventare antipatico, falso, bugiardo, leccaculo, rancoroso, violento e minaccioso. Tutto in un colpo solo.

Son tutte belle le puttane del mondo
Nessuno ha notato l’azione-reazione di Berlusconi sull’attacco del giornalista. Appena sentito le parole “prostituzione” e “veline”, il premier si è sentito minacciato e ha reagito con la classica difesa, cioè pronunciando una facezia volgare da macho italiota.

Il dramma nasce unendo la domanda incompleta e la battuta. Per comprendere meglio l’immagine che Silvio ha per le donne faccio due esempi modificando la reazione:

Domanda: “Le prostitute che sono andate alle sue feste…”
Risposta: “Tutte le donne vorrebbero venire da me, proprio adesso ho chiamato la tua sorellina.”

Domanda: “Le prostitute che sono andate alle sue feste…”
Risposta: “Tua madre è felicissima di partecipare al mio prossimo ricevimento.”

Non sareste stupiti sentendo che vostra sorella, accompagnata dalla mamma, fosse invitata, o facesse una visita a sorpresa, ad un’orgia di puttane? Credo di sì, ma non vi scaldate, in realtà i fatti sono stati semplicemente questi:

Domanda: “Le prostitute che sono andate alle sue feste…”
Risposta: “Ci sono molte turiste straniere che hanno prenotato per le vacanze del prossimo anno.”

Riassumendo: “Ci sono molte straniere che hanno prenotato per venire a vendermela il prossimo anno.

Resto senza parole, sono costretto ad essere d’accordo con lui: è un vero recordmend!

Nerone

10 Settembre 2009 at 13:45 | In Varie ed eventuali | Leave a Comment
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book-burning

“Ragazzi, impiegate il vostro tempo in modo diverso dalla lettura dei giornali.”
Silvio Berlusconi, 10 settembre 2009

“Quando sento qualcuno parlare di cultura, la mano mi corre al revolver.”
Hermann Göring, 10 maggio 1933, durante il rogo dei libri nella piazza del Teatro dell’opera a Berlino.

Se tutto va bene siamo rovinati

9 Settembre 2009 at 7:46 | In Satira | Leave a Comment
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submarine

Come è noto, tutti i grandi artisti hanno i loro “cavalli di battaglia”, usati per strappare l’applauso anche al pubblico meno disponibile. Giotto, ad esempio, impressionava i clienti facendo un cerchio perfetto senza usare il compasso; Pavarotti svegliava le platee col puccinano Nessun dorma!; Mastella (registrato nel Guinness dei primati) è in grado di cambiare partito tre volte in un’ora; mentre la specialità di Silvio è l’eliminazione degli avversari politici tramite sicari mediatici (Feltri sta superando il TG4 di Emilio Fede, l’eterno abbronzato che però resta ancora sotto scorta armata).

Il ministro Tremonti non vuole essere da meno e, da artista fondatore della finanza creativa, si è premunito di qualche “pezzo forte” da squadernare al popolo in attesa. Così, da mesi, ci sentiamo ripetere fino alla nausea tre interessanti pensieri.

Tali riflessioni sono le seguenti:

a) il gettito fiscale è notevolmente diminuito, ma non c’è da preoccuparsi perché il fatto rientra nelle previsioni.
b) la crisi volge al termine, come dimostra il rallentamento nella caduta della produzione e dei consumi.
c) l’Italia non è messa bene, ma in Europa è quella che è messa meglio.

Le commentiamo confrontandole con qualche esempio pratico.

Quando il fatto è previsto, non è il caso di preoccuparsi.
Ipotizziamo che il ministro Tremonti sia alla guida di un aereo con cento passeggeri a bordo. Ad un tratto il velivolo comincia a perdere quota e l’intrepido comandante sente il dovere di rivolgersi ai viaggiatori per tranquillizzarli, dicendo loro: “Un’avaria ha bloccato i quattro i motori e stiamo precipitando verso l’oceano. Ma consiglio a tutti di non agitarsi perché la faccenda era prevista da settimane: infatti la compagnia aerea, per motivi economici, ha deciso di sospendere tutte la revisioni. Quindi reggetevi forte e buon impatto. Mentre io mi lancio con l’unico paracadute di bordo, voi provate a pregare: qualche volta i miracoli succedono!”

La caduta della produzione e dei consumi sta rallentando.
Ipotizziamo che il ministro Tremonti stia facendo una gita con alcuni amici a bordo di un piccolo sommergibile da turismo. Mentre tutti ammirano dei finestrini la fauna marina, un guasto blocca i meccanismi del natante che comincia ad affondare. Il panico si impadronisce dei gitanti che, conoscendo le inesauribili risorse del ministro, lo pregano di fare qualcosa. Egli, con uno scaltro sorrisetto, accenna verso l’indicatore di profondità e spiega: “Come vedete, amici, la velocità a cui stiamo inabissandoci sta diminuendo. Nel primo minuto siamo scesi di cento metri, in quello successivo di soli cinquanta, poi di trenta, di venti e così via. Questo significa che tra poco la discesa di fermerà e arriveranno i soccorsi”.
Si odono dei sinistri scricchiolii, perché la scatoletta non è in grado di sopportare una pressione eccessiva e Tremonti si infila nella “campana” di salvataggio, che purtroppo è adatta a una sola persona. “Torno in superficie” afferma “per dirigere il salvataggio. Voi abbiate fiducia nella resistenza del sottomarino che, come tutti i prodotti italiani, è stato costruito a regola d’arte su progetto del nostro Presidente del Consiglio e…”
Ultimi scricchiolii. La “campana” schizza verso l’alto e il barilotto si accartoccia bruscamente.
“Accidenti!” borbotta Giulio. “Proprio adesso che la discesa s’era fermata!”

In Europa l’Italia è quella che se la cava meglio.
Supporre che il nostro disgraziato paese possa in qualche modo competere con Francia e Germania è un’evento che può folleggiare soltanto nella mente berlusconizzata del superministro. Forse la cosa potrebbe accadere se non avessimo la Mafia, la Camorra, la Sacra Corona Unita, la ‘Ndrangheta, un debito pubblico di 3.000.000.000.000.000 di vecchie lire, Benedetto XVI, la Lega, il lodo Alfano, il Tg1, la Salerno-Reggio Calabria, Maurizio Gasparri, Eugenia Roccella, Giuliano Ferrara, i vulcani finti, il Billionaire, l’Isola dei Famosi e tante altre invidiate ricchezze.
Ipotizziamo che il ministro Tremonti sia prigioniero dei cannibali insieme all’amica Merkel, con la quale si è avventurato nell’africa selvaggia alla ricerca di nuove emozioni. Attaccato al tronco di un baobab vede il menù del giorno, dove c’è scritto: “Pranzo = Merkel in brodo + Cena = Tremonti in padella”. A questo punto si mette a urlare felice: “Lo sapevo! Lo sapevo! La tedesca  se la mangiano prima. È messa molto peggio di me!”
Perché Giulio è fatto così. A lui basta pochissimo per sentirsi veramente appagato.

Roghi estivi

7 Settembre 2009 at 7:31 | In Varie ed eventuali | 4 Comments
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rogo3

Non sono credente e quindi escludo l’ipotesi di predicare “pro domo mea”. Mi pare tuttavia che la figura di Cristo meriti qualche considerazione, se non altro perché, a differenza di tanti profeti (anche moderni) ha pagato di persona e, quando gli hanno ventilato la possibilità di farsi imbullettare alla croce, non ha mai sostenuto di essere stato frainteso.

Figuratevi che l’avevano sentito dire: “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco finisca nel regno dei cieli”. Era naturale che i ricchi si sentissero un po’ alterati e gli togliessero subito le frequenze. Se avesse avuto un bravo portavoce (diciamo un tipo come Capezzone), o un bravo azzeccagarbugli (come Ghedini) forse se la sarebbe cavata, dichiarando che si trattava di una persecuzione politica, ricusando il Sinedrio e sostenendo che lui, alla festa di compleanno della Veronica (quella del Vangelo naturalmente) non c’era mai stato.

Ma si trattava evidentemente di un’altra pasta: un tipo di cui oramai si è perso lo stampo e la materia prima.

Oggi sono in molti a definirsi “cristiani” e si ergono addirittura a “difensori della fede”. Ed è paradossale che sia io (che non sono credente e certamente non sono praticante) a sentirmi offeso per quello che dicono e che fanno. Cristo è salito al cielo e quindi non può rivoltarsi in una tomba, ma certamente da qualche parte si sta rivoltando e si chiede se valeva la pena di lasciarci la pelle per vedere lo scempio della sua predicazione.

Non dovete credere che io pretenda, da chi si dice cristiano, il rispetto di regole che nemmeno i sacerdoti si sforzano di osservare scrupolosamente. Perché mai dovrebbe sentirsi in colpa chi si è strafogato divorando un pollo, mezzo chilo di patatine e quattro gelati? O chi, da ragazzino, si è chiuso in bagno con una annata di “Playboy” ed ha commesso atti impuri per mezzo pomeriggio? O chi ha raccontato qualche innocua fandonia, magari al fisco?

Come diceva Nino Manfredi in un film (dov’era accusato di aver violentato una gallina): “Signor giudice, quella mi zampettava intorno con fare provocante. Dopo tutto un uomo non è di legno!”

Considerato che siamo tentati e peccatori, lasciamo perdere queste stupidate e parliamo di argomenti più tangibili.

Perché Cristo ha detto molte cose serie, e chi le calpesta non ha proprio il diritto di definirsi “cristiano”: occupiamoci dei fondamenti della dottrina, delle fondamenta su cui poggia tutta la costruzione. Senza tali basi la Chiesa crolla e si trasforma in un cumulo di macerie.

Ricordate ad esempio quella fantastica incazzatura che prese Gesù, quando trovò i mercanti che facevano i loro affaracci nel tempio? Rovesciò i banchetti e prese a calci nel sedere i trafficoni. Ecco: questo è un episodio che mi sembra assolutamente esemplare. Uno di quei fondamenti a cui un cristiano dovrebbe ispirarsi in tutte le occasioni (senza se e senza ma, come amano dire i nostri politici quando non sanno completare la frase).

Invece osservate cosa succede. Berlusconi si reca in Vaticano, scambia regalucci col Pontefice, sorride e gli bacia la mano. Come reagisce il Santo Padre, invece di lavarsi la mano con la candeggina (ricordandosi di un altro bacio che costò a Cristo la salita al Golgota)? Come si comporta, invece di prenderlo a calci nel culo e di farlo sbattere fuori dalle guardie a strisce colorate?

In un suo film Nanni Moretti implora D’Alema davanti allo schermo della tv e gli ripete disperato: “Massimo, ti prego, dì qualcosa di sinistra!”. Mi viene spontaneo parafrasarlo ed invocare il papa: “Benedetto, ti prego, fa qualche cosa di cristiano! Scaraventa il mercante fuori del tempio! Hai perso l’odorato? Non senti la puzza di zolfo?”.

Ma non è tutto qui, c’è un’altro di quei fondamenti che un cristiano non ha mai il diritto di ignorare, se non vuole che la Trinità si arrabbi davvero e lo fulmini con una seatta ad alto voltaggio.

Si tratta di quella sciocchezza che dice: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Specialmente se è povero, se è affamato, se è un bambino. Se sogna una vita migliore, simile a quella di chi butta ogni giorno nella spazzatura tonnellate di cibi avanzati, acquistati per sbaglio, lasciati marcire nel frigo.

Questa è una cosa che Cristo non tollera, come non tollera che il Mediterraneo brulichi dei morti di una guerra tra poveri e ricchi, tra disperati ed egoisti, tra affamati e gente sovrappeso. Niente dovrebbe gridare vendetta agli occhi di un cristiano come l’idea di un barcone zeppo di moribondi, che vengono respinti verso il nulla per timore che li si debba ospitare, nutrire e curare a nostre spese. Magari rinunciando a una cravatta tanto carina, al quarto telefonino dell’anno o al concerto di Madonna, perché quelle sì che sono cose davvero importanti. Altro che i principi cristiani! Quelli, a difenderli, ci pensano Casini, Gasparri, Cicchitto e Calderoli (che, tanto per dimostrare la propria incrollabile fede si è sposato da poco con il rito celtico).

Un tempo chi non rispettava i principi cristiani finiva sul rogo. Brutti tempi naturalmente, che nessuno vorrebbe ritrovare. Ma almeno un cerino sotto una natica a certi finti seguaci del Salvatore, mi piacerebbe tenerlo acceso per dieci secondi: così non sarebbero in grado di sedersi a raccontare palle in Parlamento.

E comunque (anche se non sono credente e neppure praticante) mi rimane sempre una speranza: che l’Inferno esista veramente e ci sia un girone apposta per chi si permette di far rivoltare Cristo fra le nuvole, con grande angoscia dei cherubini.

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