L’annunciazione

27 settembre 2008 alle 21:28 | Pubblicato su Varie ed eventuali | 2 commenti
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McCain, aspirante alla presidenza degli Stati Uniti, prima di salire sul palco della convention repubblicana, si è sentito costretto ad emettere un comunicato stampa in cui Sarah Palin affermava di “essere orgogliosa della decisione di sua figlia Bristol di avere il bambino.”

Quale bambino? Quello che tiene nel pancione da cinque mesi, ottenuto grazie al piacevole supporto di Levi Johnston, lo sbarbatello facilmente riconoscibile a causa del suo sorrisetto finto e terrorizzato.

Dov’è Bristol? Bristol è una città situata a sud di Londra. Ma a noi non interessa la geografia e tanto meno quella inutile località inglese. Abbiamo solo sbagliato domanda…

Chi è Bristol? È l’ingegnosa figlia diciassettenne della Palin. Sapendo che l’Alaska è uno degli Stati confederati più anonimi e ignorati, ha deciso bene di fare pubblictà alla madre governatrice ignorando le più semplici regole anticoncezionali.

Chi è Sarah Palin? Ecco, avrei preferito rispondere a tutte le domande possibili ed esistenti, ma evitare questa. Ad esempio, desideravo tanto replicare al “perché i kamikaze si mettevano il casco?”. La questione è imbarazzante, ma la verità deve cacciare ogni ombra, quindi informo i più sprovveduti che la bella signorotta è la condidata conservatrice alla vicepresidenza degli USA.

Bona la mamma, bona la figlia. Che frase volgare! La figlia è minorenne, comunque caruccia; la madre arrivò seconda al concorso di miss Alaska nell’84, discreto bocconcino per chi ama le femmine mature: ha infatti portato alla creazione di un nuovo acronimo: VPILF “Vice President I’d Like to Fuck“. Lascio a voi intellettuali e poliglotti la traduzione e mi raccomando di accogliere con sensibilità ogni recondito significato dello slogan. Sissignori, lady Palin è stata scelta dall’attempato McCain come vice!

Si sbaracca? No, l’articolo non è finito, e poi avrei scritto “Si sbarack Obama?”, perché se il giovane coloured perde la strada che lo porta dritto alla Casa Bianca, ci ritroviamo per altri 4 anni i repubblicani a pilotare i rottami della più potente nazione della Terra.

La sfera di cristallo. Immaginiamo che vinca il nonnetto. Si esagera con i brindisi e le grandi torte di polistirolo piene di donne nude dalle tette enormi. Si passa un giorno con l’emicrania e finalmente ci si mette al lavoro. McCain – che ha già superato le 72 primavere – chiama la vice nella Stanza Ovale per discutere di politica estera. Sarah entra, le scivola il notes, si china per raccoglierlo, mostra le autoreggenti in tutto il loro erotico splendore, il vecchio ha una sincope sincopata e muore sul colpo.
Ambulanze, polizia, guardia medica: non c’è più niente da fare. La Palin viene ricomposta e trascinata in Campidoglio per il giuramento solenne di fronte al popolo americano: è lei il nuovo presidente.

Ora, prima di poter esultare dinanzi alla prima donna “prima donna” (gioco di parole brutto, ma inevitabile) torniamo con serietà alla domanda D: chi è veramente Sarah?
Sarah Louise Heath è moglie di Todd Palin, pescatore esquimese e consulente presso il colosso petrolifero BP. E fin qui nulla di male.
La coppia ha cinque figli. Abbiamo parlato della libertina Bristol, ne ignoriamo tre e ne resta uno: Trig. All’inizio della sua gravidanza, la madre viene messa al corrente del fatto che il nascituro è affetto dalla sindrome di Down. La donna non ha dubbi e mette alla luce senza esitare il bambino. Infatti Sarah è una convinta antiabortista (pro-life) e milita nella destra religiosa, chiusa ed estremista, simbolo sottoculturale delle zone più povere e desolate. Una destra che guarda naturalmente con biasimo e disprezzo agli omosessuali, tanto è vero che la governatrice si oppone al loro matrimonio. Queste sue convinzioni radicali derivano dalla Chiesa Pentecostale, comunità evangelica che frequenta regolarmente e nella quale interviene nel giugno del 2002 con un bizzarro discorso, dove afferma che le truppe inviate in Iraq agiscono secondo piani divini (a task that is from God) e incita i fedeli a pregare per il completamento di una tubatura da 30 miliardi di dollari che attraversa il paese: “Penso che la volontà di Dio sia quella di unire la popolazione e le aziende per terminare la costruzione del gasdotto” (I think God’s will has to be done in unifying people and companies to get that gas line built).
Nello stesso luogo di culto si sottopone ad un imbarazzante rito di “protezione contro la stregoneria” officiato da un vescovo keniota e, mentre il sermone prosegue contro le religioni islamiche e buddiste, si scopre che nel 2000 ha sostenuto la campagna presidenziale di Pat Buchanan (un giornalista cattolico-conservatore, apertamente dichiaratosi filo-nazista). Tanto che il congressista democratico Robert Wexler lo giudica un insulto verso gli ebrei e chiede delle scuse ufficiali.
Detto questo non stupisce che la Palin sia membro della “National Rifle Association”, la lobby che sostiene – con successo – la vendida delle armi da fuoco negli Stati Uniti. Sull’argomento Michael Moore ha raccontato tutto nell’agghiacciante documentario “Bowling for Columbine” e quindi ogni altro commento sarebbe eccessivo.

Ritorno al futuro. Bene, abbiamo conosciuto meglio Sarah e le sue idee, possiamo tornare al suo giuramento come 45° presidente, pronunciato, con grande eleganza, sul cadavere ancora caldo di McCain.
Adesso fate uno sforzo di immaginazione e concentratevi sulla tensione che deve sopportare una bigotta di mezza età, col fucile a canne mozze requisito per motivi di sicurezza, circondata da stagisti omosessuali e promisqui, con guardie del corpo e generali che bestemmiano ogni cinque minuti, spiata dalla foto della famiglia – allargata (de panza) – posata in un angolo della scrivania, durante una video-conferenza col presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad che mostra la bomba atomica e fa il gesto dell’ombrello.
Immaginate le sorti del pianeta legate ad una sindrome premestruale!

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2 commenti »

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  1. Al di la’ delle battute, io non sottovaluterei la potenza di Sarah Palin, una che riesce a parlare anche a un’america profondamente diversa da lei, come Erin per esempio…

  2. “What about her wanting to drill the arctic reserve? What about the bears and wolves that Palin shoots?”
    “No buts,” says Brockovich. “The fact is that Sarah Palin positively emanates strength. She gives off the aura of being a strong woman who doesn’t back down, and she does it sporting heels and wearing her family like a badge of honour. I am sure there are a million other women out there who are doing the same thing.”


    “Cosa pensi quando trivella l’artico alla ricerca di riserve petrolifere? E dei lupi e degli orsi a cui la Palin spara?”
    “Nulla.” dice Erin Brockovich “Il fatto è che Sarah Palin emana una energia positiva. Dà l’impressione di essere una donna forte che non indietreggia di fronte a nulla, lo fa con i tacchi alti e mostra la sua famiglia come simbolo di prestigio. Sono sicura che ci sono milioni di donne in America che hanno gli stessi ideali.”


    Anche Berlusconi appare più forte e ottimista degli altri leader italiani, ma i fatti smentiscono le sue capacità politiche.
    Inoltre fra “veline” ci si capisce al volo, Erin fu Miss Pacific Coast (e non Miss Wichita come narra il film).


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