Il conforto della fede

17 ottobre 2008 alle 3:25 | Pubblicato su Satira | 5 commenti
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Il signor Luigi e la moglie Rosetta sono due simpatici pensionati che, dopo una vita di duro lavoro, ora si godono finalmente il meritato riposo. Forse “godono” è una parola un po’ grossa, dato che ogni primo del mese incassano rispettivamente 458 e 480 euro, grazie ai quali riescono a cavarsela fino al 27. Febbraio è il periodo migliore perché digiunano un giorno soltanto (salvo quando l’anno è bisestile), mentre in gennaio, marzo e così via la situazione è piuttosto drammatica.

Comunque Luigi e Rosetta non si lamentano mai, perché si vogliono bene, si sostengono a vicenda (specie verso il 30 del mese, quando cominciano a sentirsi più deboli) e soprattutto perché hanno il conforto della fede, che li aiuta ad affrontare il futuro con serenità.

D’estate lui ama ripetere la solita battuta, con cui riesce ancora a strappare un sorriso all’amata consorte. “Stasera” dice “ti porto a mangiare fuori.”

La cena consiste in un paio di panini e una semplice bottiglia d’acqua (del rubinetto). Si accomodano su una panchina dei giardini pubblici e vi restano fino a tardi, ammirando le luci del tramonto.

“Stasera il rosso era più intenso del solito” commenta lei.

“Prima di addormentarmi, dopo l’Ave Maria, ricorderò al Padreterno di ritoccare il contrasto dei colori” risponde lui.

Ridono e vanno a dormire sereni. Perché hanno il conforto della fede.

D’inverno, per risparmiare, tengono spento il riscaldamento e se ne stanno a letto il più possibile sotto una doppia trapunta. Invece di guardare la tv ascoltano la radio, che poi sarebbe la figlia della vicina che studia canto e gorgheggia dalla mattina alla sera.

“Quest’anno mi sembra più intonata” apprezza Rosetta.

“Peccato che il repertorio sia sempre lo stesso” critica lui sorridendo.

In fondo, con tutti quei divertimenti, si sentono perfino fortunati. Soprattutto perché hanno il conforto della fede.

Ed ecco che un pomeriggio Luigi fa una scoperta mirabolante. Su un giornale recuperato nel bidone della carta da riciclare, fra un milione di brutte notizie, ne trova una che gli fa balzare il cuore di gioia. Il primo pensiero è precipitarsi a casa per informare l’adorata Rosetta.

“Guarda, tesoro! Leggi qui! Guarda cos’ha detto il Papa!”

Lei s’infila gli occhiali, scorre i titoli del quotidiano e rimane letteralmente senza fiato.

“Dice… che il denaro è niente.”

Luigi e Rosetta si fissano increduli, sono sbalorditi di fronte a quella straordinaria rivelazione che capovolge completamente la loro vita.

“Ma allora… non dobbiamo più preoccuparci di niente. L’unico nostro problema era proprio il denaro!”

Ridono e si abbracciano felici. Si mettono perfino a ballare, ed erano quarant’anni che non ballavano più. Poi si siedono a tavola e guardano i loro piatti vuoti, perché (nella trionfante gioia del momento se l’erano scordato) è il 29 del mese e, per un paio di giorni, sarà digiuno stretto. Ma sono ugualmente colmi di una fervida letizia, perché hanno il conforto della fede.

“Certo che il Papa oggi ci ha fatto un bel regalo” dice Rosetta.

“Già… forse dovremmo ringraziarlo. Cosa ne dici se gli facessimo una telefonata?”

Lei annuisce approvando l’iniziativa del marito. “È una buona idea, Luigi. Però non adesso…”

“Per quale motivo?”

“Lo disturberemmo, penso che a quest’ora Lui stia mangiando!”

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5 commenti »

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  1. tristemente bello il tuo racconto…e tristemente vero…

  2. se l’invidia non fosse peccato, quei vecchietti sarebbero da invidiare. La tristezza è per coloro che non lo capiscono.

  3. Beati i semplici di spirito perchè di essi sarà il regno dei cieli.

    Non sono credente, ma sinceramente spero che esistano il Paradiso e l’Inferno, perchè quando mi toccherà andarci(all’inferno) mi farò delle grasse risate nel trovarci Papi e politici virtuosi e credenti.

  4. e’ bellissimo!!!!

  5. rinuncia a tutto in terra che sarà tuo il regno dei cieli.
    evidentemente gli alti prelati (e tanti altri che fanno della virtù cattolica il loro cavallo di battaglia) preferiscono guadagnarsi un po’ di paradiso in terra nel caso si siano fatti i conti male e “dopo” non c’è nient’altro che il nulla.

    tranqillo fedele, non arrivi alla fine del mese e la tua vita è un inferno? il denaro è nulla…aspetta di morire è starai una crema.

    grazie

    (complimenti per il racconto. bellissimo!)


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