“Non siamo dei picchiatori”

19 novembre 2008 alle 9:04 | Pubblicato su Varie ed eventuali | 7 commenti
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carlogiulianiragazzo

Alcune affermazioni di Vincenzo Canterini, comandante del VII Nucleo Mobile nei giorni del G8, condannato a 4 anni per falso ideologico e di calunnia in concorso.

“… abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo profondendo il nostro corpo e le nostre energie nel contrasto ad individui mascherati, violenti ed organizzati, quanto e forse meglio di noi.”

“Dopo 18 ore di servizio siamo stati richiamati di nuovo all’opera e ci è stato ordinato di entrare in piena notte, in un edificio che non conoscevamo, dicendoci che probabilmente vi avremmo trovato occupanti pericolosi ed armati.”

“Lasciamo tutte queste persone nei loro passamontagna e con i loro bastoni, diamogli l’illusione di aver vinto e facciamogli vedere che alla lunga saremo noi a vincere e potremo guardare loro negli occhi non con odio, ma con la serena consapevolezza della nostra innocenza.”

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“Coraggio ragazzi, il vostro Comandante vi è vicino ed ancora indossa il casco e impugna il manganello insieme a voi. Ancora non ci hanno messo a terra.”

“Non siamo picchiatori. Serviamo lo Stato, conosciamo le leggi. Non siamo noi ad aver sbagliato.”

“In questi sette anni, non c’è stato un solo giorno in cui non mi sia associato al giudizio che di quella notte venne dato dal mio vice, Michelangelo Fournier. Disse: “È stata una macelleria messicana”. E lo disse la prima volta che, insieme, fummo sentiti dal procuratore aggiunto di Genova, qualche giorno dopo i fatti. Cosa doveva dire di più? Il punto è che non sono io, non siamo stati noi i macellai di quella notte”.

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Canterini ha ragione, non fu lui a dirigere la mattanza alla Diaz. Nell’operazione furono impiegati più di 400 tra agenti e funzionari, lui ne comandava solo 70.
Afferma: “… in sette anni, si è preferito che il faro rimanesse puntato soltanto sul VII nucleo”,
quindi conosce bene i responsabili.
Non si deve sorprendere della condanna. In fondo il suo lavoro è “servire lo Stato”.

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7 commenti »

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  1. Una pagina nera della storia italiana recente.

  2. a me queste immagini fanno ancora sentire tanta rabbia.
    E dopo la sentenza… no comment.

  3. Direi che le immagini parlino da sole…. purtroppo.

  4. Mi aggiungo alle voci degli altri…una sentenza che lascia senza parole, ma con tanta rabbia dentro…

    Moony

  5. Servire uno stato marcio condotto da delinquenti è esserne complici.

  6. è facile per voi borghesotti comunistelli e fascitelli che leggeter el cose sui giornali parlare così…..ma credetemi, e ve lo dice chi ci è stato…le cose non stanno così…ragazzi contro ragazzi….i primi comandati da uno Stato che se ne strafotte di loro e sa che saranno proprio loro a pagare….e i secondi ammaliati e plasmati da bravissimi e organizzatissimi suonatori di piffero….bleah che schifo, se questa è l’Italia….P.S. ovviamente starete pensando che sono un celerino….invece sono uno dei fotografi che ha visto tutto da vicino…

  7. Tramite internet ognuno di noi può accedere ai dati che riguardano gli avvenimenti di Genova. Testimonianze, foto, filmati, atti giudiziari. Per questo motivo, chi si è informato bene, può giudicare con la sua testa, come se avesse “visto tutto da vicino”. Quindi la tua affermazione perde di valore: oggi non possiedi nessun privilegio, anche se hai vissuto il dramma a poche decine di metri, noi ne sappiamo quanto te.

    Però potrebbe essere che “le cose non stanno così” perché sai qualcosa che non hai voluto, o potuto, divulgare. In questo caso ti prego di metterti una mano sulla coscienza e denunciare i segreti che nascondi, da bravo cittadino italiano.

    Se invece non stai omettendo nulla, desidero commentare il tuo punto di vista dimostrando come è superficiale e di parte:
    1) “borghesotti”. È la parola che produce più dolore, almeno in me. Non capisco perché condannare la violenza sia un dovere solo di un ceto sociale. Significa che i “poveri” non devono avere modo di criticare questi avvenimenti? Che i “ricchi” li devono insabbiare? Cadi subito nell’errore di dimostrati intollerante (razzismo politico e culturale), superiore (“le cose non stanno così” perché solo io ho “visto tutto da vicino”) e discriminatorio.
    2) “comunistelli e fascitelli”. Come sopra, con prefisso atto a sfottò. Non capisco se esprimi sconcerto verso i principi politici, o i loro sostenitori. Forse era meglio scrivere solo “estremisti” senza cadere nel ridicolo.
    3) “che saranno proprio loro a pagare”. L’unico che ha “pagato” mi pare sia stato solo Placanica per Carlo Giuliani (prosciolto in sede penale), per la Diaz e Bolzaneto condanne “miti”…
    4) “suonatori di piffero”. Vorrei sapere i nomi di questi musicisti. Oppure è una tua invenzione, perché è più bello pensare che le menti giovani non riescono a distinguere il bene dal male e devono per forza seguire mature istigazioni. Magari quelle dei tuoi coetanei…

    Non fa “schifo” l’Italia, fanno schifo gli italiani. Una buona parte, direi.


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