Un ministro “virtuale”

26 febbraio 2009 alle 22:05 | Pubblicato su Varie ed eventuali | Lascia un commento
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sciopero

Sembra che il governo stia per intervenire per mettere qualche paletto al diritto di sciopero. La proposta più recente (e qui s’intravede lo zampino di Brunetta) è quella che prevede il cosiddetto “sciopero virtuale”. Secondo tale proposta i dipendenti lavorano, il servizio funziona, ma i lavoratori e le aziende devolvono il corrispettivo dello sciopero in beneficenza.

In pratica:

a) le aziende non subiscono alcun danno perché, senza spendere un centesimo di più, la loro produzione non s’interrompe. Il ché naturalmente vanifica l’agitazione sindacale, il cui scopo è proprio quello di recare danno al datore di lavoro;
b) i dipendenti lavorano gratis.

Traduzione: i dipendenti scioperano contro sé stessi.

Sei forte, Brunetta, vecchia volpe. Per un ex-socialista bisogna ammettere che non è male davvero!

Gli amici di Pierino

24 febbraio 2009 alle 14:25 | Pubblicato su Varie ed eventuali | 4 commenti
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cervello

Ogni tanto Piero Ostellino tenta di rifilare qualche balla, nella speranza vana che qualcuno se la beva. Sabato scorso ha cercato di far credere che tutti i suoi amici o conoscenti di sinistra, interrogati sul perché abbiano scelto quella parte politica, non sanno cosa rispondere. O meglio, dicono di essere di sinistra non per una scelta ideologica, ma soltanto in odio a Berlusconi. Così, partendo da questa frottola ed estendendola evidentemente a tutti coloro che stanno all’opposizione, trae una serie di conclusioni poco sensate.

A parte la scarsa considerazione che Pierino mostra verso circa metà degli italiani, che a suo giudizio è totalmente priva di senno e riempie di croci le schede elettorali per fare dispetto a qualcuno, mi sorge spontanea una domanda: “Ma quando non c’era Silvio, come mai milioni d’italiani votavano a sinistra? E i martiri dell’antifascismo si facevano torturare e ammazzare in previsione del fatto che un giorno sarebbe spuntato da dietro una colonna l’uomo del cucù?”

Lasciamo perdere. Ognuno è libero di sparare le proprie cazzate, anche se è triste vedere che tali cazzate sono riprese da quello che viene considerato il più autorevole quotidiano nazionale. Vorrei però che Ostellino facesse a me quella domanda (anche se non siamo né amici né conoscenti), perché così potrei rispondergli quello che molti, nel popolo di sinistra, pensano davvero.

Gli direi che sono di sinistra perché, siccome credo di non essere un genio (come senza dubbio ritiene di essere Pierino), mi fido delle scelte fatte da coloro che, con la loro vita e con le loro opere, hanno invece dimostrato di esserlo.

E allora, fra gli scrittori e i poeti, penso a Umberto Eco, Dacia Maraini, Antonio Tabucchi, Alda Merini e Lidia Ravera; ai tre premi Nobel italiani viventi: Rita Levi Montalcini, Dario Fo e Carlo Rubbia; ai nostri ultimi registi che hanno meritato il premio Oscar o la Palma d’Oro: Gabriele Salvatores, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni e Nanni Moretti; agli architetti che il mondo ci invidia: Renzo Piano, Gae Aulenti e Mssimiliano Fuksas.

È solo un piccolo campionario di persone geniali che hanno scelto la sinistra molto prima che l’Unto del Signore apparisse sulla scena a riscuotere la sua effimera gloria. E io, a differenza di Ostellino, ho deciso di fidarmi di loro.

Il nostro amico, invece, ha scelto la parte in cui brilla la fama di Zeffirelli e della Tamaro. E dove la genialità politica è riassunta dalle dotte esternazioni di Cicchitto, di Calderoli e di Gasparri.

La foto-tessera del mio uomo all’Avana

21 febbraio 2009 alle 10:24 | Pubblicato su Satira | Lascia un commento
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topsecret

I pasticci organizzati dal Presidente avevano reso la vita a Langley abbastanza difficile. La tensione era alta, divenne chiaro che alcune teste stavano per cadere. I media iniziarono a intuire le responsabilità dell’undici settembre e venne ordinato un cambio di strategia, troppo rapido per i funzionari più anziani che erano ancora rimasti ai ritmi della guerra fredda. Il caso Plame fu solo la punta dell’iceberg degli incidenti avvenuti durante il 2003.

Per mia fortuna lavoravo nella sezione distaccata per il monitoraggio globale, una zona piuttosto tranquilla, scossa solo dagli improvvisi salti tecnologici ai quali la common people riusciva ad avere accesso per pochi dollari. Eravamo di continuo disturbati dalla “rete”, sebbene avessimo il controllo e l’analisi completa in tempo reale dei dati in transito su internet. Quello che iniziavamo a temere erano le social network spontanee, peggio ancora quando non poggiavano su basi standard, come WordPress, messo “al guinzaglio” dalla nostra sezione in soli tre mesi dalla nascita.

Ricordo che i partecipanti alla riunione del 24 ottobre erano visbilmente contrariati e, sebbene al tavolo sedessero appena 9 persone, dopo solo mezz’ora stavamo già urlando. I problemi erano più o meno i soliti, ma al termine di quell’incontro il caro G.J. esigeva sulla sua scrivania un “risultato concreto”. I filtri di Echelon erano tutt’altro che saturi, ma un numero sempre maggiore di utenti “attivi” stavano rapidamente guadagnando consensi, senza fondersi in comunità, e quindi costringendoci a stanarli uno alla volta. L’aspetto che terrorizzava i piani alti era la difficoltà di unire il loro nick name ad un nome e un cognome, quindi l’impossibilità di “visitarli a casa”, se fosse sorta la necessità.

Proposi la biometria, che ancora non si poteva definire una scienza esatta, come il mezzo per legare le identità reali con quelle virtuali. Il metodo per invogliare gli utenti a “mostrare la faccia” doveva essere molto semplice, quasi naturale, e ci saremmo fatti aiutare dalle solite strategie di marketing per veicolare le masse. I ragazzi trovarono l’idea interessante, e fu proprio Leone ad appoggiarla con decisione, soprattutto quando comunicai che già avevo l’uomo giusto ad Harvard pronto a far decollare il progetto.

Prima di essere trasferito ad arginare Second Life venni a sapere che la schedatura con FaceBook era diventata un evento amministrativo quasi formale. Leone, a quei tempi ancora sotto copertura, ricevette un encomio che purtroppo ha di recente sfruttato male, a me andarono solo le briciole…

(tratto da “1984 in the net – The intelligence and the 3rd millenium” di Goodidea, una biografia non autorizzata neppure dallo stesso autore)

Corri, Eluana! Corri!

9 febbraio 2009 alle 18:07 | Pubblicato su Varie ed eventuali | Lascia un commento
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correre_correreDopo 17 anni la porta della prigione si è dischiusa, Eluana, e sei potuta scivolare fuori per ritrovare tutte le cose che tanto amavi e che certo non avevi dimenticato. Il sole e le nuvole, l’odore della pioggia e il profumo dell’erba tagliata, il rumore del vento e le grida dei bambini.

Ti sei voltata indietro a guardare chi aveva compiuto il miracolo e sull’uscio hai visto tuo padre che sorrideva felice di vederti libera e singhiozzava perché ti stavi allontanando. Gli hai fatto un cenno di ringraziamento e ti sei guardata incredula attorno, come una farfalla uscita dal bozzolo che l’aveva chiusa per così tanto tempo.
Ma adesso non fermarti: corri, Eluana, corri!

Dietro di te, dove il cielo si fa più tetro e nebbioso, dove il terreno è una palude fangosa e maleodorante, c’è un’orda che ti insegue urlando e ti vuole riprendere, ti vuole ricacciare nella tua cella. Alla testa della folla imbestialita c’è un ometto che agita i brandelli di una Costituzione bisunta e stropicciata, sospinto da un gruppo di vestaglie nere e di zucchetti porporini. E con loro si affanna una massa di gente impazzita che agita bottiglie d’acqua e panini, invitandoti come ospite d’onore ad un tragico e ignobile banchetto. Tutti sono convinti che la tua vita appartenga a loro.
Corri, Eluana, corri! Si stanno avvicinando!

Ma tu sei libera e hai di nuovo 21 anni. Sei più forte e più veloce di chiunque. Non farti riprendere, ti prego!

Corri, Eluana! Corri!

Per Apollo Medico, per Esculapio, Igea e Panacea giuro…

7 febbraio 2009 alle 11:40 | Pubblicato su Varie ed eventuali | Lascia un commento
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ippocrate

Per i più distratti rammento il moderno giuramento di Ippocrate e riporto, senza commentare, due articoli tratti dal Codice di Deontologia Medica italiana.

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Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
  • di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
  • di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
  • di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente;
  • di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
  • di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
  • di astenermi dall’accanimento diagnostico e terapeutico.

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Art.9 – Segreto professionale

Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o che può conoscere in ragione della sua professione; deve altresì conservare il massimo riserbo sulle prestazioni professionali effettuate o programmate, nel rispetto dei principi che garantiscano la tutela della riservatezza. La rivelazione assume particolare gravità quando ne derivi profitto, proprio o altrui, o nocumento della persona o di altri. Costituiscono giusta causa di rivelazione, oltre alle inderogabili ottemperanze a specifiche norme legislative (referti, denunce, notifiche e certificazioni obbligatorie):

  • la richiesta o l’autorizzazione da parte della persona assistita o del suo legale rappresentante, previa specifica informazione sulle conseguenze o sull’opportunità o meno della rivelazione stessa;
  • l’urgenza di salvaguardare la vita o la salute dell’interessato o di terzi, nel caso in cui l’interessato stesso non sia in grado di prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire di intendere e di volere;
  • l’urgenza di salvaguardare la vita o la salute di terzi, anche nel caso di diniego dell’interessato, ma previa autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personale. La morte del paziente non esime il medico dall’obbligo del segreto.

Il medico non deve rendere al Giudice testimonianza su ciò che gli è stato confidato o è pervenuto a sua conoscenza nell’esercizio della professione. La cancellazione dall’albo non esime moralmente il medico dagli obblighi del presente articolo.

Art.14 – Accanimento diagnostico – terapeutico

Il medico deve astenersi all’ostinazione di trattamenti, da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita.

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