Cuore di tenebra

6 marzo 2009 alle 7:00 | Pubblicato su Varie ed eventuali | 1 commento
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ilcattivotenente

Esprimersi con termini semplici non è affatto facile: immagino che chiunque avrebbe difficoltà a descrivere nei dettagli un soggetto di tale importanza. Eppure voglio trovare le giuste frasi per farti comprendere come riesco ad immaginarla nella mia mente, illustrandola come se dovessi tradurre in parole un dipinto, o una fotografia, o — meglio ancora — un complesso paesaggio.

Essa è una immensa palude, i cui confini sono avvolti da pesanti nebbie, perse in lontananza. È semplice camminare sul fango e superarlo, infatti appare liscio e regolare, piatto e scorrevole. Il gelo lo ha ghiacciato e si è trasformato in un immenso lago scuro, duro e forte come la roccia.

Sotto gli strati superficiali riesco a percepire suoni distinti, come se il suolo fosse abitato da infinite genti intrappolate in una eterna prigione. Nel freddo le voci si inseguono, le più grandi e torbide spaventano le più lievi e candide che fuggono invano. La paura che lega queste ombre sembra trasformare il pantano immobile di acque morte in un oceano in tempesta, scosso da possenti onde e venti impetuosi, gonfie maree mosse dal semplice potere del terrore.

Sono convinto che sia proprio l’orrore che tiene in vita questo universo, in apparenza semplice, ma nella realtà ricco di preziosi castelli eretti nel tempo, pietra su pietra, le cui fondamenta si basano sull’apprensione, sui comuni timori, sul nefasto presagio. Più è valida e continua l’iniezione nell’amaro ventre di temi angosciosi, più avrò la certezza che la struttura sopravvivrà.

Perché se una sola brezza di calore umano sorvolasse per errore le basi di questa terra grigia, si potrebbe sciogliere una sottile lamina di terreno e l’ansia sarebbe libera di invadermi la mente, finendo col raggiungere le debolezze, indebolire il corpo e portarmi presto alla fine.

Io sono una persona che puoi confondere facilmente fra le altre. Non posso permettere a nessuno di intaccare un prezioso equilibrio che ho maturato negli anni, o di far nascere nei miei rubusti ideali alcuni piccoli, ma rovinosi dubbi. La mia anima è una palude di ghiaccio e tale deve restare: se ad ostentarla cresce di vigore significa che ho il compito di seguire un percorso di violenza e di sopruso, di cui non dovrò neppure provare vergogna e non sarò mai costretto a chiedere perdono.

Io sono un cattivo poliziotto.

(Il pezzo è isparato a un recente fatto di cronaca. Nella foto la locandina del film “Il cattivo tenente” con Harvey Keytel)

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