Se tutto va bene siamo rovinati

9 settembre 2009 alle 7:46 | Pubblicato su Satira | Lascia un commento
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submarine

Come è noto, tutti i grandi artisti hanno i loro “cavalli di battaglia”, usati per strappare l’applauso anche al pubblico meno disponibile. Giotto, ad esempio, impressionava i clienti facendo un cerchio perfetto senza usare il compasso; Pavarotti svegliava le platee col puccinano Nessun dorma!; Mastella (registrato nel Guinness dei primati) è in grado di cambiare partito tre volte in un’ora; mentre la specialità di Silvio è l’eliminazione degli avversari politici tramite sicari mediatici (Feltri sta superando il TG4 di Emilio Fede, l’eterno abbronzato che però resta ancora sotto scorta armata).

Il ministro Tremonti non vuole essere da meno e, da artista fondatore della finanza creativa, si è premunito di qualche “pezzo forte” da squadernare al popolo in attesa. Così, da mesi, ci sentiamo ripetere fino alla nausea tre interessanti pensieri.

Tali riflessioni sono le seguenti:

a) il gettito fiscale è notevolmente diminuito, ma non c’è da preoccuparsi perché il fatto rientra nelle previsioni.
b) la crisi volge al termine, come dimostra il rallentamento nella caduta della produzione e dei consumi.
c) l’Italia non è messa bene, ma in Europa è quella che è messa meglio.

Le commentiamo confrontandole con qualche esempio pratico.

Quando il fatto è previsto, non è il caso di preoccuparsi.
Ipotizziamo che il ministro Tremonti sia alla guida di un aereo con cento passeggeri a bordo. Ad un tratto il velivolo comincia a perdere quota e l’intrepido comandante sente il dovere di rivolgersi ai viaggiatori per tranquillizzarli, dicendo loro: “Un’avaria ha bloccato i quattro i motori e stiamo precipitando verso l’oceano. Ma consiglio a tutti di non agitarsi perché la faccenda era prevista da settimane: infatti la compagnia aerea, per motivi economici, ha deciso di sospendere tutte la revisioni. Quindi reggetevi forte e buon impatto. Mentre io mi lancio con l’unico paracadute di bordo, voi provate a pregare: qualche volta i miracoli succedono!”

La caduta della produzione e dei consumi sta rallentando.
Ipotizziamo che il ministro Tremonti stia facendo una gita con alcuni amici a bordo di un piccolo sommergibile da turismo. Mentre tutti ammirano dei finestrini la fauna marina, un guasto blocca i meccanismi del natante che comincia ad affondare. Il panico si impadronisce dei gitanti che, conoscendo le inesauribili risorse del ministro, lo pregano di fare qualcosa. Egli, con uno scaltro sorrisetto, accenna verso l’indicatore di profondità e spiega: “Come vedete, amici, la velocità a cui stiamo inabissandoci sta diminuendo. Nel primo minuto siamo scesi di cento metri, in quello successivo di soli cinquanta, poi di trenta, di venti e così via. Questo significa che tra poco la discesa di fermerà e arriveranno i soccorsi”.
Si odono dei sinistri scricchiolii, perché la scatoletta non è in grado di sopportare una pressione eccessiva e Tremonti si infila nella “campana” di salvataggio, che purtroppo è adatta a una sola persona. “Torno in superficie” afferma “per dirigere il salvataggio. Voi abbiate fiducia nella resistenza del sottomarino che, come tutti i prodotti italiani, è stato costruito a regola d’arte su progetto del nostro Presidente del Consiglio e…”
Ultimi scricchiolii. La “campana” schizza verso l’alto e il barilotto si accartoccia bruscamente.
“Accidenti!” borbotta Giulio. “Proprio adesso che la discesa s’era fermata!”

In Europa l’Italia è quella che se la cava meglio.
Supporre che il nostro disgraziato paese possa in qualche modo competere con Francia e Germania è un’evento che può folleggiare soltanto nella mente berlusconizzata del superministro. Forse la cosa potrebbe accadere se non avessimo la Mafia, la Camorra, la Sacra Corona Unita, la ‘Ndrangheta, un debito pubblico di 3.000.000.000.000.000 di vecchie lire, Benedetto XVI, la Lega, il lodo Alfano, il Tg1, la Salerno-Reggio Calabria, Maurizio Gasparri, Eugenia Roccella, Giuliano Ferrara, i vulcani finti, il Billionaire, l’Isola dei Famosi e tante altre invidiate ricchezze.
Ipotizziamo che il ministro Tremonti sia prigioniero dei cannibali insieme all’amica Merkel, con la quale si è avventurato nell’africa selvaggia alla ricerca di nuove emozioni. Attaccato al tronco di un baobab vede il menù del giorno, dove c’è scritto: “Pranzo = Merkel in brodo + Cena = Tremonti in padella”. A questo punto si mette a urlare felice: “Lo sapevo! Lo sapevo! La tedesca  se la mangiano prima. È messa molto peggio di me!”
Perché Giulio è fatto così. A lui basta pochissimo per sentirsi veramente appagato.

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La foto-tessera del mio uomo all’Avana

21 febbraio 2009 alle 10:24 | Pubblicato su Satira | Lascia un commento
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topsecret

I pasticci organizzati dal Presidente avevano reso la vita a Langley abbastanza difficile. La tensione era alta, divenne chiaro che alcune teste stavano per cadere. I media iniziarono a intuire le responsabilità dell’undici settembre e venne ordinato un cambio di strategia, troppo rapido per i funzionari più anziani che erano ancora rimasti ai ritmi della guerra fredda. Il caso Plame fu solo la punta dell’iceberg degli incidenti avvenuti durante il 2003.

Per mia fortuna lavoravo nella sezione distaccata per il monitoraggio globale, una zona piuttosto tranquilla, scossa solo dagli improvvisi salti tecnologici ai quali la common people riusciva ad avere accesso per pochi dollari. Eravamo di continuo disturbati dalla “rete”, sebbene avessimo il controllo e l’analisi completa in tempo reale dei dati in transito su internet. Quello che iniziavamo a temere erano le social network spontanee, peggio ancora quando non poggiavano su basi standard, come WordPress, messo “al guinzaglio” dalla nostra sezione in soli tre mesi dalla nascita.

Ricordo che i partecipanti alla riunione del 24 ottobre erano visbilmente contrariati e, sebbene al tavolo sedessero appena 9 persone, dopo solo mezz’ora stavamo già urlando. I problemi erano più o meno i soliti, ma al termine di quell’incontro il caro G.J. esigeva sulla sua scrivania un “risultato concreto”. I filtri di Echelon erano tutt’altro che saturi, ma un numero sempre maggiore di utenti “attivi” stavano rapidamente guadagnando consensi, senza fondersi in comunità, e quindi costringendoci a stanarli uno alla volta. L’aspetto che terrorizzava i piani alti era la difficoltà di unire il loro nick name ad un nome e un cognome, quindi l’impossibilità di “visitarli a casa”, se fosse sorta la necessità.

Proposi la biometria, che ancora non si poteva definire una scienza esatta, come il mezzo per legare le identità reali con quelle virtuali. Il metodo per invogliare gli utenti a “mostrare la faccia” doveva essere molto semplice, quasi naturale, e ci saremmo fatti aiutare dalle solite strategie di marketing per veicolare le masse. I ragazzi trovarono l’idea interessante, e fu proprio Leone ad appoggiarla con decisione, soprattutto quando comunicai che già avevo l’uomo giusto ad Harvard pronto a far decollare il progetto.

Prima di essere trasferito ad arginare Second Life venni a sapere che la schedatura con FaceBook era diventata un evento amministrativo quasi formale. Leone, a quei tempi ancora sotto copertura, ricevette un encomio che purtroppo ha di recente sfruttato male, a me andarono solo le briciole…

(tratto da “1984 in the net – The intelligence and the 3rd millenium” di Goodidea, una biografia non autorizzata neppure dallo stesso autore)

Il frutto dell’amor è la papaya

27 gennaio 2009 alle 23:36 | Pubblicato su Satira | Lascia un commento
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raffreddato3

Verbale di trascrizione di conversazione telefonica, in partenza dall’utenza avente il numero 06 4132XXXX in uso al Presidente del Consiglio dei Ministri (centralino di palazzo Grazioli), ed in arrivo all’utenza avente il numero 039 236XXX in uso a Berlusconi Silvio (Macherio), come da decreto del 12.2.2008 emesso dalla Procura della Repubblica di Milano.
In data 27.01.2009 / Durata: 2:52 minuti

Angelino: Pronto?
Silvio: Ghi è?
Angelino: Sono io. Ma dove sei finito, come…
Silvio: “Io” ghi? Ghi sei? Dono duddi uscidi, m’hanno rimasdo solo. Non drovo nebbure una asbirina.
Angelino: Sono Alfy, Silvio, il ministro della giustizia.
Silvio: Ho drendanove di vebbre. Mi fa male duddo…
Angelino: Noi credevamo che ti eri imboscato, invece stai proprio male. Accidenti, allora mi dispiace.
Silvio: Ho le oregghie fredde. Ghe bruddo!
Angelino: Meglio così… cioè… qui è pieno di poliziotti che ci guardano male. Puoi immaginare domani i commenti di… No, aspetta… (incomprensibile) I ragazzi ti vorrebbero salutare…
Silvio: Ba quali ragazzi? Siete un brango di (omissis)…
Angelino: Mandiamo avanti Capezzone, ‘sta bella faccia di bronzo… È il mio idolo! Come si fa a controbattere alle (omissis) che spara al TG1… Ora te lo passo… (rumori)
Silvio: Mi viene da vomidare…
Daniele: Gli italiani sono stufi di uno Stato che sottrae loro centinaia di milioni di euro all’anno per delle inutili intercettazioni, sono stufi di essere spiati e schedati come delinquenti comuni.
Silvio: Dany, sei un gredino!
Daniele: Dai, andava bene, mi pareva buona…
Silvio: Era berfedda, ma basda parlare bene di Obama!
Daniele: Perché no? È popolare, piace alla gente. Finalmente riusciamo a condurre una politica filo-americana senza fare la figura dei lecca (omissis).
Silvio: Non li leggi i giornali? Non i miei, quelli esderi? È andato in diredda tv nel Dubai a dire che è amigo dei musulmani… (starnuto)
Bossi: (rumori) Ci devi capire che non vogliamo il nord pieno di moschee. Lo fai incontrare a me quel negro. Che ce lo mando da Calderoli, e allora sì… (risate)
Silvio: Siede una gabbia di maddi. Maddi da legare!
Gnazio: Comunque sei in una botte di ferro, siamo tutti d’accordo per fermare questo abuso…
Silvio: Vi pago per quesdo…
Gnazio: … un bel “giro di vite”, come dice Capezzone, e leghiamo le mani ai magistrati troppo pignoli. Giusto?
Silvio: Gon guella voce mi fai venire il bal di desda…
Angelino: Vabbè, dai ora andiamo…
Silvio: Avede sborgado?
Angelino: Naaa, oggi niente donne, è stata una riunione di “lavoro”. Tu piuttosto, domani sera…
Silvio: Prondo?
Angelino: Aspetta, mi sposto…
Silvio: Va bene.
Angelino: Sarei su con L. e K., te le ricordi?
Silvio: E come si bossono dimendigare!
Angelino: Invito anche N., ma tu rimettiti! Ce la fai?
Silvio: Ce la faggio sì. Adesso chiamo Scapagnini e mi faccio mandare un lidro di babaya.
Angelino: Di che?
Silvio: Di babaya. Hai capito, non brendermi in giro.
Angelino: Me l’hai insegnato così bene…
Silvio: Ghe cosa? A brendere in giro la gente?
Angelino: (canta) “e Forza Italia, è tempo di credere, dai Forza Italia, che siamo tantissimi…”
Silvio: (risata) (starnuto) Ciao bello, a domani.
Angelino: Rimettiti. Ciao.

(foto tratta dal Corriere.it)

Papalina verde

5 gennaio 2009 alle 7:32 | Pubblicato su Satira | 1 commento
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ratzingergl31

Pedro José María Simón Castellví, autore di un controverso articolo pubblicato sull’Osservatore romano sabato 3 gennaio, ha concesso al nostro blog una breve intervista.

Goodidea: La ringrazio a nome dei miei lettori per aver accettato di discutere delle ripercussioni negative che la pillola anticoncezionale ha sulla nostra effimera vita terrena.
Pedro: L’ufficio stampa della Santa Sede ha controllato il numero di visitatori quotidiani del suo sito. Sono talmente pochi che potrei addirittura confessare i miei dubbi sull’esistenza di Dio senza domani trovarmi nei pasticci.

Goodidea: Sono ateo da sempre, sarebbe carino vedere Dio dare prova della sua esistenza portando al mio blog un migliaio di contatti al giorno.
Pedro: Fai un blog sul calcio e vai tranquillo, oppure ricette di cucina ed estrazioni del lotto, altrimenti buttati sul porno. Abbi fede!

Goodidea: È infastidito dalle affermazioni che definiscono i suoi commenti “fantascienza”?
Pedro: Io rispetto le idee altrui, ognuno è incastrato dal libero arbitrio. “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, lo ha detto un omosessuale, ma in fondo chi non lo è?

Goodidea: Lei è presidente della Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici, non deve essere piacevole essere attaccato dai suoi stessi colleghi.
Pedro: Ma quali colleghi? Secondo te un ginecologo obiettore di coscienza non va contro il giuramento di Ippocrate?

Goodidea: Io penso di sì.
Pedro: Anche io! Lo dico per farti capire che nella medicina ci credo, occorre rispettare un minimo di etica, Santo Cielo!

Goodidea: Come per le staminali, ad esempio.
Pedro: Esatto, la ricerca sulle staminali ha permesso la creazione di nuovi e potenti farmaci. Lo sa quanti cardinali fanno uso di queste medicine?

Goodidea: Non lo so. Quanti?
Pedro: No comment.

Goodidea: È davvero convinto che le tonnellate di ormoni estrogeni rilasciati nell’ambiente possano essere una causa di inquinamento?
Pedro: Non solo, ma sono convinto che siano il principale motivo di innumerevoli disastri.

Goodidea: Tipo il crollo delle Torri Gemelle l’11 settembre…
Pedro: È ovvio! Quei due “cosi” stavano belli ritti da decenni, bombardati da ormoni contro la fertilità, sono venuti giù al primo incidente.

Goodidea: L’impatto di un meteorite con la Terra.
Pedro: Venendo a mancare un equilibrio nel desiderio sessuale, arriva dal cosmo un gigantesco spermatozoo che immagina il pianeta come un enorme ovulo da fecondare. È ovvio che se l’asteroide proviene dall’esterno della nube di Oort si tratta di more uxorio.

Goodidea: Glaciazioni.
Pedro: “Tu mi manchi, amore mio il dolore è freddo come un lungo addio” canta Laura Pausini.

Goodidea: Buco nell’ozono.
Pedro: Quando manca il contatto fisico come possiamo pretendere che il maschio possa riuscire a tappare tali anfratti…

Goodidea: Millennium bug.
Pedro: Era un falso allarme. Che è anche la frase più amata dagli uomini.

Goodidea: Chernobyl.
Pedro: Il povero reattore, non riuscendo a trovare una valvola di sfogo, ha vanamente espulso il suo contenuto. Da qui il termine “polluzione”.

Goodidea: Affondamento della Exxon Valdez.
Pedro: Neppure i marinai riescono più a divertirsi fra loro, non fanno che dormire o distrarsi con la televisione. La situazione è drammatica!

Goodidea: Estinzione dei dinosauri.
Pedro: Quei poveri animali erano enormi, i loro genitali altrettanto grandi. Pochi grammi di estrogeni e un’erezione da un quintale ha fatto “puf”…

Goodidea: Disboscamento.
Pedro: L’Amazzonia non è il paese delle belle e disponibili amazzoni. Gli stessi alberi secolari si abbattono da soli…

Goodidea: Desertificazione.
Pedro: La pillola contro la procreazione trasforma distese erbose in pianure di sabbia. È logica allo stato puro.

Goodidea: Epidemia di peste.
Pedro: Uhm… Ostia, questa non la so…

Goodidea: “Ostia” sarebbe una bestemmia.
Pedro: È vero. Mi è scappata e ne sono pentito. Occorre una penitenza…

Goodidea: Il sito di Metilparaben due volte a settimana per un mese.
Pedro: Piuttosto mi metto a regalare preservativi in Piazza San Pietro!

Vecchio scarpone

15 dicembre 2008 alle 13:17 | Pubblicato su Satira | 3 commenti
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scarpa-iraq

George Bush ha ormai un piede fuori dalla Casa Bianca, l’Obama family bussa per il trasloco.

Per passare il tempo si reca a sorpresa in Iraq e annuncia che “la guerra non è ancora finita”. Almeno confessa che si tratta di guerra e non di esportare la democrazia. Un brutto scherzo nei confronti di Barack che ha puntato la campagna elettorale sul ritiro delle truppe statunitensi.

Bush si ritrova la mansarda arredata con petrodollari nuovi di zecca e il prezzo del greggio crollato in pochi mesi. Roba da far incazzare chiunque.

Alla conferenza stampa un reporter chiede spiegazioni lanciando verso Giorgino le sue scarpe ottenendo come risultato:

  1. La sua espulsione dall’albo dei giornalisti iracheni con la motivazione: “Non è tollerabile intervistare il presidente degli Stati Uniti portando con sè un solo paio di calzature.”
  2. L’arresto per mira scadente.
  3. La creazione di un nuovo simbolo di protesta. Da oggi a Badgad non si bruceranno più bandiere americane, ma si impaleranno scarponi.
  4. L’interesse della Nike verso una nuova linea di prodotti più aereodinamici.
  5. La dimostrazione di quanto Bush è agile nello schivare le critiche più pericolose. Forse è l’unico suo pregio.
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